Tutto iniziò nel 1898 quando l’archeologo Abramo Guidi Fascetti Bruni, durante alcuni scavi nella piana di Giza, ritrovò un antico papiro sul quale erano incisi in geroglifico i caratteri “stacca” e “arrotola” che stavano ad indicare l’uso che, nella tradizione, il dio Anubi faceva del papiro stesso.
Ovvero, lo arrotolava a spirale su sé stesso e lo infilava in piccoli tubi di carta di lino ricolma di prezzemolo egizio del Nilo, al fine di ottenere un primordiale filtro atto a fermare le impurità delle erbe, che venivano bruciate e aspirate in forma rituale.

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